HAVANA: la città dai mille contrasti 

1° GIORNO

Prima tappa del nostro tour.

Non si può non partire dalla capitale: LA HABANA.

A disposizione abbiamo una giornata intera per visitarla, per poi tenerci un’altra giornata e mezza al termine del nostro tour, per salutarla  dicendole un ciao, non certo un addio.

Arriviamo in città passando per il tunnel e sbucando al Malecon, alla nostra sinistra troviamo ad accoglierci le facciate fatiscenti ma allo stesso tempo coloratissime del centro Habana. Il primo impatto è stato incredibile…ho avuto la sensazione non potesse esistere una città del genere; a tratti ancora non riuscivo a realizzare di essere lì in quel momento…quel mix di sensazioni che si sprigionano quando un desiderio diventa realtà.

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Ci rechiamo subito nel punto noleggio della nostra auto e dopo aver firmato il contratto, il tutto sempre con estrema calma… passiamo davanti ad un ufficio Etecsa, e vista la fila decidiamo di acquistare la nostra tessera da uno dei tanti ragazzi appostati fuori dagli uffici per venderla. Scopriremo poi di averla pagata il doppio.

Incamminandoci verso Calle 23 (la rampa), una delle vie più trafficate della città è evidente fin da subito quanto forte sia il patriottismo in quest’isola, ovunque ci sono scritte come Cuba es  nuestra, e Viva Cuba.
La Revolution ha lasciato un segno ben definito…

La rampa scende fino al Malecon, il lungomare: non c’è il luogo che meglio rappresenti l’Havana e non c’è luogo che più emozioni il turista e il residente. Non fatevi mancare una passeggiata sul lungomare cubano che attraversa il profilo dei quartieri storici della città, e sedetevi sul muretto ad ammirare le onde del mare che si infrangono.. incontrerete coppie di innamorati che si fanno le fusa,  solitari che si isolano ascoltando la musica, o ragazzini che praticano il passatempo della pesca.

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Costeggiando il Malecon in lontananza si intravede il Castello de Los Tres Reyes del Morro.

I nostri stomaci brontolanti ci avvisano che è arrivata l’ora di pranzo, ci accomodiamo in un bar insieme al nostro amico Reinier (se vuoi sapere chi è Reiner clicca qui!!), accompagnati da un gruppo che suona musica dal vivo. Appena mettete piede a Cuba, dimenticatevi la frenesia di noi occidentali. Non hanno fretta ed eseguono ogni attività molto lentamente.

Il concetto: mangio una cosina al volo… Scordatevelo!!

Dopo aver pranzato ci rechiamo in auto passando davanti al monumento Al Mayor Gral José Miguel Gomez,  verso Plaza de la Revolution, una piazza enorme simbolo di Cuba e  ricca di storia. Si trovano qui,  il memoriale dedicato a José Martí e le sculture che rappresentano Camillo Cienfuegos ed Ernesto Che Guevara

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È arrivato il momento di spostarci verso il quartiere quartieri dell’Havana Vieja, visitando una ad una le sue 4 piazze meravigliose principali:

Plaza de la Catedral 

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Plaza vieja

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Plaza de San Francisco de Asis

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Plaza de Armas

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Da Piazza de Armas inizia Calle Obispo, una stretta via pedonale ricca di negozi di souvenir e negozi di artigianato, spesso ricavati in una semplice scala e locali dove bere un ottimo mojito.

La nostra giornata sta quasi terminando e dopo aver passeggiato tutto il giorno, con la gola secca decidiamo di rallentare…, saliamo sulla terrazza  al sesto piano dell’Hotel Ambos Mundus, qui Hemingway alloggiava quando soggiornava in centro. Il sole sta per tramontare, ci accomodiamo in uno dei divanetti a bordo terrazza, sorseggiando il nostro cocktail.. un mojito con vista sull’Havana non é un mojito qualsiasi.

Mi guardo attorno e un brivido mi corre lungo la schiena, l’emozione di quel momento mi fa realizzare quanto siamo fortunati ad essere dei viaggiatori…

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Chiediamo consiglio al nostro amico su dove cenare dopo aver scartato alcuni ristoranti secondo lui troppo cari e turistici.

Ci chiede: “volete mangiare tipicamente cubano?” Noi rispondiamo : “claro che si!! “

così ci conduce a casa di un suo caro amico, Antonio, il quale ci  accoglie come se ci conoscesse da una vita e ci fa attendere qualche minuto nell’atrio. Una bicicletta parcheggiata nel garage e una scala che sale sopra all’abitazione, ci fa capire di essere proprio a casa sua…

Sebbene a prima vista non sembrasse un ristorante e nonostante la nostra titubanza, ci fidiamo del consiglio di Reinier e prendiamo i nostri posti a sedere. Consumiamo un ottima comida. Non potevamo assolutamente trovare un ristorante più tipico di così… il conto però è stato salatissimo e c’ha fatto disprezzare la cena appena gustata: 3 cuc a persona!! Non ci potevamo credere!!! 3 cuc per cenare??? In italia con 3€ non riesci a fare nemmeno la colazione!!!

Ringraziamo Reinier per la compagnia ed i preziosi consigli, una guida improvvisata e spontanea, ricorderemo con gioia il nostro arrivo a Cuba anche per averti conosciuto!!

Buenas noches La Habana, hasta magnana.

2° GIORNO

Parcheggiamo nel nostro solito posto consigliato dal nostro amico al Museo de la Revolution

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Da li percorriamo Passeo Martì fino ad arrivare al Parque Central, di fronte troviamo la bellezza dall’ Hotel Inglaterra, il più antico della città,  vicinissimo  il Teatro de la Habana ed il Capitolio.

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Le tipiche macchine d’epoca dai colori vivacissimi  che si vedono in tutte le foto di Cuba sono presenti ovunque, è tutto vero!!

Osservando ogni particolare,  apprezziamo e rimaniamo estasiati dall’imponenza di questi edifici perfettamente tenuti e ristrutturati, ma nello stesso tempo scioccati nello scoprire come, accanto a luoghi così maestosi, ci possano essere palazzi pericolanti e decadenti, che spesso ho creduto abbandonati… bastava osservare i panni stesi per capire che non lo erano.  Questo é fascino e le contraddizioni di questa città che fin da subito mi hanno rapita, come qualcuno dal quale non ti vorresti mai staccare, un grande amore che a volte odi ma nello stesso tempo ami e non puoi farne a meno.

Mai avrei voluto doverla lasciare.

Il centro Habana è grande ma si gira tranquillamente a piedi, il mio consiglio è di perdervi per i suoi vicoli lasciandovi trasportare da tutto quello che vi attrae.

Così facendo ci inoltriamo dietro il Capitolo passando davanti al Barrio Chino, fino alla fabbrica de Tabacos perdendoci per le vie di San Rafael.

Le strade sono piuttosto distrutte e non c’è ben chiaro se le stiano perennemente sistemando, o se siano ridotte così dai tempi della rivoluzione.

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Dal Parquet Central passando davanti al Museo de Bellas Artes, ci ritroviamo davanti al bar Floridita, famoso perché Hemingway amava bere il daiquiri, si vocifera che in una sera ne prese addirittura 13.

Proviamo ad osservare tutto quello che ci colpisce, una vecchietta con un fiocco rosso e con il sigaro in bocca cattura la mia attenzione…con un cenno mi chiede di sedermi accanto a lei…. mi prende a braccetto ed iniziamo a chiacchierare, non capisco ogni parola ma comunichiamo anche se non parliamo la stessa lingua. Non esistono ostacoli a chi mette il cuore davanti ad ogni cosa che fa…

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Facciamo tappa alla Bodeguita del Medio, l’altro storico locale famoso per Hemingway, qui stavolta adorava bere il mojito.

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Questa via è ricca di artisti di strada, ognuno con in mostra le proprie tele. Qui ho incontrato uno dei pittori più incredibili, mi accorsi subito che c’era qualcosa di unico nelle sue opere…stava dipingendo i quadri con il caffè.

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Una costante sarà sempre presente in ogni angolo della ciudad, LA MUSICA.

Nella terra della salsa, della rumba e del reggaeton tutto è spontaneo e vivo. Scendete in strada e correte seguendone i rumori.

Non importa che giorno sia o che ora sia, i locali ospiteranno musicisti dal vivo ad ogni ora del giorno. I cubani hanno la musica che scorre nelle vene, osservali divertirsi fuori da ogni porta acclamando gli artisti che si stanno esibendo.

Ma non solo, sarà presente in ogni momento nelle loro case, parte integrante della loro vita quotidiana. Anche alle 7 della mattina. Ti entreranno in testa molto velocemente canzoni come Despacito o Hasta siempre comandante (Che Guevara).

Uno dei momenti che più mi ha colpito in questa città, l’ho vissuto in uno dei bagni di un ristorante. Non ci crederete proprio in un bagno!

Vi rivelo una chicca 😂 a Cuba non si può gettare la carta nel water, hanno le tubature non idonee a smaltirla. Per cui all’entrata del bagno troverete spesso una colorata signora, il cui lavoro è quello di preoccuparsi di darvi la carta occorrente e buttare un secchio d’acqua giù dal water appena avrete finito. Mentre ci laviamo le mani, la simpatica signora con il sorriso sulle labbra si rivolge a noi dicendo : “sentite il ritmo? “muovendosi al suono delle canzoni in sottofondo… A colpi di anca, simuliamo un ballo di gruppo ridendo come pazze, dove protagonisti sono l’ironia e il non prendersi troppo sul serio. In fondo ci troviamo in uno dei cessi più cessi de l’Havana.

L’anima di Cuba è nascosta nella sua musica e nelle persone, spesso chi meno possiede più è in grado di dare…

Salutiamo la Habana con la certezza di rivederla gli  ultimi 2 giorni prima della partenza.

La seconda tappa del nostro tour ha inizio… 

CLICCA QUI PER VEDERE TUTTE LE NOSTRE FOTO DE L’HAVANA !!!


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