Da CIENFUEGOS a TRINIDAD fino al relax di PLAYA ANCON

6° GIORNO

Vista la nostra delusione per la colazione precedente nella casa particular, proviamo a cercare un posto che possa accontentarci di più…
Non azzardatevi! Non hanno la cultura di fare colazione al bar come facciamo noi per cui è stata un’impresa trovare un locale che potesse soddisfare i nostri palati. Dopo averlo trovato ci accontentiamo di un caffè, un panino ed un dolce tipico cubano (flan de leche) una specie di panna cotta al caramello con il biscotto sotto. Niente  a che vedere con le abbondanti colazioni nelle case particulares.

Il centro storico è ben conservato; la piazza principale José Marti è un piccolo parco con al centro il monumento all’eroe sudamericano, l’unico arco di trionfo di tutta Cuba e ai lati i bellissimi edifici della Cathedral de la Purísime conception, il Teatro Tomas Terry e il Municipio.

Di giorno le strade più affollate sono San Fernando e Paseo del Prado che con i suoi palazzi eleganti attraversa il centro storico e scende fino a Punta Gorda.
Prima di rimetterci in cammino visto che avevamo parcheggiato l’auto proprio davanti ad un supermarket, entriamo per acquistare alcune cose. Qui compriamo i nostri rum : Guayabita del Pinar A 4 cuc , Santiago de Cuba e Cubay. Ce ne andiamo dal supermarket felici e contenti con in mano scatoloni del celebre liquore cubano.
Poca strada divide Cienfuegos da Trinidad sulla quale abbiamo alte aspettative,  non vediamo l’ora di scoprirla!!
Una volta arrivati cerchiamo subito la casa particolar prenotata. Anche da casa non eravamo sicuri quale delle 2 fosse, visto che a Trinidad ci sono 2 Hostal la Rosa. Ovviamente siamo andati nella casa sbagliata. L’errore però si è rivelato una fortuna, perché la casa “sbagliata” in questione era anche ristorante e visto che la proprietaria è stata cosi gentile da chiamare la nostra casa per avvisare che eravamo in città, abbiamo deciso di pranzare li.
Un amore di ristorante, molto intimo immerso nel verde, e udite udite… Bagno pulito con gli asciugamani…  il primo ed ultimo ristorante ad averli…

[link ristorante]

Finito di pranzare ci spostiamo alla nostra casa, un po’ in ansia viste le condizioni della precedente. Finalmente una gioia per aver fatto bingo, è perfetta e in un ottima posizione per spostarsi comodamente a piedi.
Se nella capitale sembra che il tempo sia fermo a 50 anni fa,  a Trinidad si ha la sensazione di un vero tuffo bel passato.
È una città museo dichiarata dall’Unesco Patrimonio mondiale dell’umanità, si sviluppa attorno alla sua piazza principale Plaza Major, caratterizzata da una bella scalinata dove la gente del posto si ritrova sedendosi sulle scale, per qualche chiacchera ed un buon cocktail, magari la Cachancara: il cocktail tipico di Trinidad a base di miele,  limone,  acqua,  ghiaccio e brandy.

Intorno si notano gli edifici del Museo della storia, la Chiesa della santissima Trinità e il Convento di San Francesco.
I localini che si affacciano sulla piazza la sera si riempiono di musica dal vivo animando persone di tutte le età, e proprio nella piazza principale potrete ballare alla Casa della musica, un locale dove si esibiscono i musicisti sotto le stelle.
Saliamo sulla Torre della Iglesia y Convento de San Francisco, un edificio tipicamente coloniale dove si può venere Trinidad dall’alto. Fate attenzione alle scale per salire, sono ripide e strette, qualcuno si è fatto un volo scivolando per poter far passare un altra persona. La vista da lassù merita, nonostante la scivolata… dai lo so volete sapere chi è il protagonista?? Chi mi conosce sa benissimo che potrei essere io 😂

Visto il caldo asfissiante,  proseguiamo la nostra passeggiata per il centro rinfrescandoci con un buon mojito ed un gelato.

Stradine di ciottolato ricche di artisti che suonano la loro musica contagiosa, case tutte in ordine e coloratissime in un perfetto stile coloniale, con questi portici profondi dove spesso si può osservare un’anziana signora nella sua sedia a dondolo, in un atmosfera di pace assoluta.

La cittadina non delude le nostre aspettative, è un vero gioiellino!! La sera ceniamo nel Paladar El criollo nella loro terrazza con vista sulla città. Trinidad é una città molto animata,  c’è davvero l’imbarazzo della scelta su dove passare la serata…  troviamo così questo grazioso ristorante/bar (El baracon) ed é un piacere per noi intrattenereci in 4 chiacchiere con il barista il quale ci spiega le differenze tra i vari rum…quanto amano parlare i cubani e noi italiani  non siamo da meno!

7° GIORNO 

PLAYA ANCON

La nostra voglia di mare ci conduce oggi a circa 18 km a sud di Trinidad a Playa Ancon, una spiaggia con sabbia bianca ed acqua turchese attrezzata con le palme al posto degli ombrelloni e sdrai al costo di 2 cuc.

Arriviamo il mattino presto quando la spiaggia è ancora poco affollata, proseguiamo camminando per trovare il punto più distante da quella antiestetico hotel costruito in riva al mare che stona tantissimo con il paesaggio naturale.
La spiaggia ha pochi servizi, un piccolo bar sprovvisto però di ogni cosa, alle 12:00 avevano già terminato i panini così abbiamo dovuto rivolgersi al bar dell’hotel lì vicino, supplicando di prepararci un sandwich de jamón e qualche patatina fritta.
A metà pomeriggio volete rinfrescarvi con un gelato? Dovrete accontentarvi della vaschetta da 1 kg di gelato al cioccolato! Per fortuna avevano l’occorrente per la piña colada !!

Nella spiaggia vengono organizzate escursioni in catamarano per fare snorkeling.

La nostra giornata si svolge all’insegna del relax assoluto, ne avevamo un grande bisogno… giusto per spezzare i nostri 15 giorni di viaggio intensi…. siamo esattamente a metà del nostro percorso ❤

Questi tramonti li porterò nel cuore sempre ed ogni volta che ripenserò a Cuba…  Perché fondentalmente sono un inguaribile romantica,  o forse una da quarantatre tramonti al giorno…  

Dopo esserci preparati al volo, ci incamminiamo a piedi e diciamocela tutta, una della cose belle di questoa cittadina è che se si alloggia in centro,  tutto è raggiungibile a piedi senza percorrere troppa strada.

Ritorniamo Al baracon per la cena.  Grazie al consiglio di un amica già stata a Trinidad,   ci avventuriamo successivamente alla ricerca della Queva, una discoteca frequentata da gente del posto.  La stradina che ci conduce è completamente in salita e non asfaltata, 10 minuti a piedi in mezzo al nulla.  Al nostro arrivo  troviamo una coda interminabile composta principalmente da turisti,  capiamo subito che non è più la stessa discoteca che ha vissuto la mia amica qualche anno fa..   la nostra poca pazienza  ci porta a gettare la spugna e a spostarci alla Casa della musica in Piazza Major per qualche e mojito al ritmo dei balli cubani.


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